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LA STORIA DELLA FIERA

La prima edizione: Mogoro alla ribalta
Già nel 1961, in occasione della festa patronale, viene allestita una prima mostra espositiva, ma è nel 1962 che si inaugura ufficialmente la Prima Fiera del Tappeto Mogorese.
Sul foglio d'invito, un cartoncino bianco e patinato, si legge che con la Fiera si intende rispondere "alla duplice esigenza di insegnare l'arte del tessere tradizionale e di educare il pubblico al gusto della pura tradizione sarda senza sofisticazioni".

Migliaia di visitatori e mass-media portano Mogoro alla ribalta nazionale: si scopre così che in quel piccolo borgo della Sardegna, fino ad allora sconosciuto, si tessono arazzi e tappeti di rara bellezza e originalità.

Da allora, grazie alla Fiera, le botteghe artigiane del legno e del tessuto vengono contattate da aziende di portata nazionale tra le quali la Upim e la Rinascente.
Inizia la vendita su larga scala di arazzi, tende, preziosi oggetti in legno e capi d'abbigliamento.

La Fiera cresce
La terza edizione diventa la "Rassegna Regionale dell'Artigianato tessile artistico": cominciano infatti a parteciparvi espositori provenienti da altri centri dell'isola.

Dal 1966 le date della Fiera, fino ad allora fissate per il mese di maggio, vengono spostate al mese di agosto per venire incontro al crescente numero dei visitatori provenienti da tutta l'Europa.

L'allestimento dell'esposizione in più saloni, il coinvolgimento di enti e istituzioni regionali (ricordiamo soprattutto l'I.S.O.L.A.), la presenza di artigiani non solo mogoresi e l'interesse da parte del visitatore ad acquistare i prodotti esposti, fanno della Fiera un'ambita "vetrina" e una vera e propria risorsa economica per la comunità.

Gli ultimi vent'anni
Dagli anni '80 ad oggi, dopo una serie di spostamenti logistici - attualmente la sede espositiva è nel Centro Polifunzionale dell'Artigianato - la Fiera ha assunto un'importanza crescente, aprendo nel 1995 i suoi stand anche ai lavori di oggetti in oro e in argento.

Nel 2000 in occasione della 39ª'edizione trovano sede i prodotti agricoli del Consorzio Turistico "Sa Corona Arrubia", segno della forte integrazione del paese nel territorio.

L'importanza rivestita dalla Fiera ha consentito, negli anni, un crescente coinvolgimento sociale e uno sviluppo economico condotto all'insegna del recupero delle tradizioni più autentiche.

La laboriosità e la sensibilità dei mogoresi, grazie all'arricchimento e alla differenziazione dei prodotti esposti in Fiera, l'abbinamento di manifestazioni collaterali, hanno fatto di Mogoro il centro della tradizione artigianale del tessuto sardo e una meta oramai consueta per turisti e appassionati.

(Tratto dalla Tesi di Laurea di Gianna Uccheddu)