Il centro abitato
Mogoro è uno dei più importanti centri della provincia di Oristano, il più popoloso dell'Alta Marmilla (circa 5000 abitanti).
Situato in una zona ricca di terre fertili, basa la sua economia soprattutto sul settore agricolo e commerciale.
Posto a 153 metri s.l.m., il centro abitato si adagia su un altipiano basaltico ricco di cave che da sempre hanno fornito i materiali per la costruzione delle case, rifinite da rinomati scalpellini.
Il paese è attraversato dalla centrale via Gramsci verso la quale converge un sistema di tortuose e strette viuzze interne, lungo le quali è ancora possibile vedere le vecchie case del centro storico, dove emerge la parrocchiale secentesca di San Bernardino, in stile romanico-barocco .
Di grande rilievo storico e artistico è la chiesa romanico-gotica del Carmine, risalente al XIV sec., così come è interessante la piccola chiesa di Sant'Antioco, costruita nel XVII sec. col tipico basalto nero della zona. La piazza omonima è un punto di ritrovo per i giovani.
Interessanti, sotto il profilo architettonico, il vecchio Monte Granatico, l'antica casa Grussu, gli edifici delle scuole elementari, la casa parrocchiale e la ex tenuta agricola della baronessa Rossi.
Il territorio
- ambiente
Il territorio del comune di Mogoro si estende per circa 50 kmq.
Un paesaggio collinare percorso da alcuni torrenti e ricoperto da una rigogliosa vegetazione, caratterizzata in prevalenza dalla macchia mediterranea e dalla presenza diffusa di pioppi, lecci, querce, lentischio e fillirea.
Molto interessanti, dal punto di vista naturalistico, gli altopiani basaltici di "Perdiana" e di "Sa Struvina". - archeologia
Diversi, inoltre, i motivi di interesse archeologico, dal periodo prenuragico fino all'epoca romana.
Il villaggio prenuragico di "Puisteris", senz'altro un' importante stazione preistorica, fu una delle prime officine della lavorazione dell'ossidiana in Sardegna.
Numerosissimi gli insediamenti nuragici: molto belli e interessanti i nuraghi di "Su Guventu", "Arrubiu", "Arratzu", "Nieddu" e "Is Carrelis".
Notevole il complesso di "Cuccurada", un insieme monumentale che comprende un'imponente struttura megalitica e i resti di una muraglia.
La storia
La ricchezza delle testimonianze archeologiche nel territorio di Mogoro attesta la frequentazione di questi luoghi fin dal periodo prenuragico.
L'elevato numero di nuraghi, la probabile presenza di almeno dieci abitati romani e i numerosi villaggi medioevali (scomparsi tra i sec. XV e XVI) testimoniano, nel tempo, l'assidua presenza dell'uomo.
In età medioevale Mogoro, capoluogo del dipartimento di Parte Montis, faceva parte del Giudicato d'Arborea. Nel '400, caduto il Marchesato di Oristano, il paese fu incluso nei domini aragonesi, seguendo così le sorti del Marchesato di Quirra.
Le feste
A Mogoro è molto forte e radicato il senso della tradizione.
Anche qui, così come in tutta l'isola, la festa diventa un'occasione per riscoprire, in ogni stagione, i valori della tradizione.
Nella penultima domenica di Aprile si festeggia Sant'Antioco, ma la festa più importante della comunità è quella in onore del patrono, San Bernardino da Siena, nei giorni tra il 19 e il 21 Maggio: bellissima la sfilata dei buoi, dei cavalli e dei gruppi folk accompagnati dalla banda musicale.
Il 16 di Luglio i Mogoresi festeggiano la Madonna del Carmine, mentre nell'ultima domenica di Agosto, nella chiesetta campestre della Madonna di Carcaxia si svolge una suggestiva sagra che comprende anche la festa dell'uva

